Giacomo “Mino” Di Martino
La carriera di Giacomo “Mino” Di Martino attraversa oltre sei decenni di storia musicale italiana, ponendosi come ponte tra la stagione del beat, la sperimentazione progressive ed elettronica e la successiva evoluzione della musica d’autore contemporanea.
La sua attività artistica si distingue per continuità, versatilità e rilevanza culturale, avendo contribuito tanto alla dimensione popolare della canzone italiana quanto ai linguaggi di ricerca e di avanguardia.
I Giganti
Nel 1964, a Milano, Mino Di Martino partecipa alla fondazione del gruppo I Giganti, una delle formazioni più rappresentative del beat italiano. In qualità di chitarrista e membro fondatore contribuisce alla definizione del suono e dell’identità artistica del complesso, in un periodo di profonda trasformazione della musica leggera nazionale.
Disco per l’estate.
Festival di Sanremo.
Festival di Sanremo.
Album centrale nella storia del gruppo, considerato uno dei primi lavori italiani di denuncia contro la mafia.
Terra in bocca
Pubblicato nel 1971, Terra in bocca rappresenta uno dei momenti più radicali del percorso de I Giganti. L’album supera i confini della canzone beat e della musica leggera, assumendo una forma più narrativa, civile e sperimentale.
Il lavoro sarà successivamente oggetto di riscoperta critica, anche attraverso il volume Terra in bocca. Quando I Giganti sfidarono la mafia di Brunetto Salvarani e Odoardo Semellini, pubblicato nel 2009.
Nel 2011 Terra in bocca riceve anche un riconoscimento nell’ambito del Premio Borsellino, confermando il valore civile e culturale dell’opera.
Telaio Magnetico
Nel 1975 Mino Di Martino partecipa all’esperienza del Telaio Magnetico, progetto sperimentale che riunisce figure centrali della ricerca sonora italiana, tra cui Franco Battiato, Lino Capra Vaccina, Juri Camisasca, Roberto Mazza, Terra Di Benedetto e altri musicisti.
Il Telaio Magnetico rappresenta un laboratorio di improvvisazione e ricerca, in cui musica, gesto, suono elettronico, vocalità e dimensione performativa convergono in una pratica libera e radicale.
La ristampa Live ’75 / Expanded Version, pubblicata da Black Sweat Records, ha contribuito alla riscoperta critica di questa esperienza, oggi considerata uno dei momenti più significativi della sperimentazione musicale italiana degli anni Settanta.
Albergo Intergalattico Spaziale
Con Terra Di Benedetto, Mino Di Martino dà vita all’esperienza dell’Albergo Intergalattico Spaziale, luogo e progetto musicale legato alla scena underground romana e alle ricerche cosmiche, elettroniche e sperimentali degli anni Settanta.
L’esperienza dell’Albergo Intergalattico Spaziale si colloca in una zona di intersezione tra musica, arte visiva, performance, spiritualità, cultura alternativa e ricerca sonora.
Collaborazioni con Franco Battiato e Alice
Mino Di Martino ha collaborato con Franco Battiato, Alice, Giuni Russo e altri protagonisti della musica italiana, partecipando a una stagione in cui la forma canzone si apre a una maggiore complessità testuale, sonora e culturale.
Tra i materiali presenti nel dossier compare anche lo speciale televisivo L’Orecchiocchio, legato all’universo di Battiato e alla collaborazione con Mino Di Martino.
Alla periferia dell’impero
Nel 1983 Mino Di Martino pubblica Alla periferia dell’impero, album solista realizzato nell’ambiente musicale vicino a Franco Battiato e alla sua squadra di collaboratori.
Il disco unisce forma canzone, arrangiamenti elettronici, attenzione critica alla società italiana e una scrittura fortemente segnata da osservazione politica, ironia, disincanto e visione morale.
L’album viene oggi riletto come una testimonianza importante della musica italiana degli anni Ottanta, capace di dialogare con la stagione battiatiana ma anche di affermare una voce autonoma.
Poesia, teatro, canzone
Il percorso di Mino Di Martino include anche esperienze legate alla parola poetica e al teatro musicale, come Le campane del gloria. Poesie in forma di canzone, spettacolo basato su testi di Pier Paolo Pasolini, alcuni dei quali interpretati da Alice.
Questa dimensione conferma la centralità del rapporto tra musica, testo, scena e ricerca espressiva nel lavoro dell’autore.